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TROY DAVIS: "LA LOTTA PER LA GIUSTIZIA NON FINISCE CON ME"

"Questa lotta è per tutti i Troy Davis che sono venuti prima di me e che verranno dopo di me. Sto bene, prego e mi sento in pace. Ma non smetterò di lottare, fino all’ultimo respiro".

La sentenza di morte di Troy Davis è stata eseguita mercoledì 21 settembre.

Per noi che abbiamo seguito la sua vicenda, che l'abbiamo diffusa, che abbiamo sperato per lui, raccolto firme, atteso con il cuore in gola che arrivassero buone notizie, è stata una profonda sconfitta. Che ci abbatte e ci mortifica, ma, al contempo, ci spinge ad andare avanti. Oggi più che mai è nostra intenzione continuare a portare avanti la battaglia contro la pena di morte. Perché non ci siano più Troy Davis, ma nemmeno Alizera Molli-Soltani, che sempre il 21 settembre è stato impiccato pubblicamente in Iran nonostante la sua minore età, o Abdul Hamin, decapitato due giorni prima in Arabia Saudita per aver commesso il reato di stregoneria. Per loro continueremo a lottare.Ciao Troy.


Lettera di Troy Davis agli attivisti di Amnesty:

"Desidero ringraziare moltissimo tutti voi, dal profondo del cuore, perché io e la mia famiglia abbiamo davvero bisogno di più gente là fuori che si batta per noi, e diventi la nostra voce, e ci dia sostegno. Voi tutti avete veramente aperto gli occhi al mondo intero sull'ingiustizia, e non solo su quella inflitta a me, ma sullo stesso ordinamento giuridico statunitense. Ed è un onore avervi tutti dalla mia parte - la vostra amicizia, il vostro sostegno, le vostre lettere, il vostro attivismo, significano davvero molto. [...] Sappiate che voi tutti, davvero, mi state facendo nascere un sorriso nel cuore..."

La storia
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E' disponibile l'ultimo Rapporto Annuale: Amnesty documenta la situazione dei diritti umani in 157 Paesi e territori.



NEL 2010 2/3 DELLA
POPOLAZIONE MONDIALE NON HA AVUTO ACCESSO ALLA GIUSTIZIA PER VIA DI SISTEMI GIUDIZIARI ASSENTI, CORROTTI E DISCRIMINATORI; IN 54 PAESI SI SONO SVOLTI PROCESSI INIQUI; IN 89 PAESI SI SONO AVUTE LIMITAZIONI ILLEGLI DELLA LIBERTA' DI OPINIONE; IN 58 PAESI ABBIAMO CHIESTO IL RILASCIO DI PRIGIONIERI DI COSCIENZA; IN 98 PAESI SONO STATI DOCUMENTATI CASI DI TORTURA E ALTRI MALTRATTAMENTI; IN 23 PAESI SONO STATE ESEGUITE
CONDANNE A MORTE E IN 67 SONO STATE EMESSE.

IN ITALIA I DIRITTI DEI ROM HANNO CONTINUATO A ESSERE VIOLATI E GLI SGOMBERI FORZATI HANNO CONTRIBUITO A SPINGERE SEMPRE PIÙ NELLA POVERTÀ E NELL'EMARGINAZIONE LE PERSONE COLPITE. COMMENTI DISPREGIATIVI E DISCRIMINATORI FORMULATI DA POLITICI NEI CONFRONTI DI ROM, MIGRANTI E PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI E TRANSGENDER HANNO ALIMENTATO UN CLIMA DI CRESCENTE INTOLLERANZA. CI SONO STATE NUOVE VIOLENTE AGGRESSIONI OMOFOBE. I RICHIEDENTI ASILO NON HANNO POTUTO ACCEDERE A PROCEDURE EFFICACI PER OTTENERE PROTEZIONE INTERNAZIONALE. SONO CONTINUATE LE SEGNALAZIONI DI MALTRATTAMENTI A OPERA DI AGENTI DELLE FORZE DI POLIZIA O DI SICUREZZA. NON SONO CESSATE LE PREOCCUPAZIONI CIRCA L'ACCURATEZZA DELLE INDAGINI SUI DECESSI IN CARCERE E SU PRESUNTI MALTRATTAMENTI.
L'ITALIA HA RIFIUTATO DI INTRODURRE IL REATO DI TORTURA NELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE.                                        Scheda Paese >>>

C'E' ANCORA TANTO DA FARE! SCOPRI COME PUOI FARE PER AIUTARCI.















               



Il Gruppo 28 si ritrova tutti i Mercoledì dalle 21 alle 23 presso:
Istituto "Tartaglia", Via Oberdan 12/e, Brescia.

Per informazioni telefonare al numero: 327 1673947

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